Questo seminario di studio esamina il caso del cantiere decorativo del Castello di Fontainebleau, episodio centrale della cultura artistica del Cinquecento in Europa. A settant’anni dalla mostra Fontainebleau e la maniera italiana (Napoli 1952), si può tornare a fare il punto sui rapporti artistici tra Italia e Francia, esaminando la trasmissione di tecniche, linguaggi, artisti, maestranze e i suoi effetti tra i due paesi. Questo seminario si svolge nell’ambito del progetto di ricerca internazionale I cantieri in Europa nel Cinquecento: architettura e decorazione. Una prima sessione ha avuto luogo nel 2019 a Roma ed è stata incentrata sui cantieri romani.
A Fontainebleau la decorazione ad affresco e a stucco è frutto degli interventi in momenti diversi di artisti italiani di generazioni e tradizioni geografiche e stilistiche differenti: Rosso Fiorentino, Primaticcio, Niccolò dell’Abate e i loro aiuti. Questi artisti, muovendo da un bagaglio tecnico e stilistico che ha radici a Firenze, a Roma, a Mantova, a Genova, creano soluzioni inedite che daranno vita a sviluppi in Francia e che a loro volta influenzeranno le pratiche artistiche e tecniche in Italia.
Nella prospettiva del cantiere del Castello di Fontainebleau nel Cinquecento, il seminario riconsidera il nesso tra disegni e affreschi, il contributo innovativo dello stucco, il rapporto tra soluzioni tecniche e materiali e soluzioni stilistiche, sullo sfondo del grande tema dei rapporti fra tradizioni nazionali e della circolazione che presuppongono.
In collaborazione con: Archivio del Moderno – Università della Svizzera italiana ; Biblioteca Hertziana – MaxPlanck-Institut für Kunstgeschichte, Castello di Fontainebleau ; Dipartimento di Studi umanistici – Università Roma Tre; Musei Vaticani ; Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino ; Università Italo Francese.
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